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Fontevetriana

(Frazione di Sarteano)

“Quattro case”, a 756 m. d’altitudine, perse nel verde del monte Cetona.

Fontevetriana è sorta, con tutta probabilità, in corrispondenza di insediamenti preistorici dell’età del bronzo, come si può intuire dall’esistenza di una sorgente nelle vicinanze, dalla presenza di una grotta detta buca del Rospo e dalla posizione dominante, favorevole alla difesa.

Questo nucleo abitato ha sempre ospitato poche famiglie, ma tre di esse, precisamente gli Aggravi, Fastelli e Morgantini, vi hanno vissuto ininterrottamente fin dal XVII secolo lavorando questa terra prima in “precario” poi a “livello” ed infine, dopo aver “affrancato” la terra nel secolo scorso, hanno continuato a lavorarla come coltivatori diretti.

Essa formava una stazione agro-pastorale cui il comune di Sarteano dava molta importanza, come attestano le visite che, annualmente, vi facevano i Priori nel giorno dell’Ascensione.

Curioso è sapere che gli abitanti di Fontevetriana, nei secoli XV e XVI, erano famosi come esperti ed infaticabili cacciatori di lupi; evidentemente facevano di necessità virtù per proteggere le greggi.

                  

Da Fontevetriana possiamo raggiungere la vetta del monte Cetona (1148 m.) percorrendo circa 4 Km. di strada a volte in forte salita e con diversi tornanti. Il fondo può lasciare a desiderare a causa della dilavazione data dalle piogge che trasportano pietrisco scivoloso e formano buche, però, man mano che si sale ci si rende conto di quanto ne valga la pena dato che s’incontra una natura pura ed intensa contornata da panorami straordinari.

La strada porta fino allo spiazzo sulla sommità del monte adiacente; qui è bene lasciare l’auto per poter godere a pieno la bellezza dell’ambiente e raggiungere la croce percorrendo la mulattiera, inadatta al transito dei normali veicoli.

Una volta giunti sulla vetta, la solennità della grande croce, la sua storia scritta sulla lapide sottostante ed una visuale che spazia dai monti del Lazio fino alla Maremma ed al mare entreranno, sicuramente, nell’animo del visitatore restandovi per tanto tempo come ricordo di una Toscana sincera e generosa.

    

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